Per quanto ci sia in noi educatori, insegnanti, genitori, una genuina e condivisibile volontà che i nostri bambini diventino come noi vogliamo, nessuno di noi è in grado di farlo accadere. Se desideriamo ad esempio che un seme diventi una pianta possiamo scegliere un luogo adatto, magari irradiato dal sole in maniera sufficiente, protetto dal vento e al riparo per quanto più possibile dalle intemperie; possiamo cercare la terra che ci sembra più fertile, nè troppo umida nè troppo arida; possiamo scegliere il nostro seme e con cura lasciarlo nel terreno, ricoprirlo, nutrirlo con acqua all’ imbrunire, ripetendo i nostri gesti con costanza e coerenza per molte e molte volte, attendendo con fiducia il risultato di tanto impegno… ma che quel seme germogli e se, o come, diventi una pianta rigogliosa e forte è affar suo, non ci compete. Non basta dire a una qualsiasi forma di vita: “cresci!” per far si che ciò avvenga. Il nostro dovere ciò che ci ri-guarda da vicino consiste solo nel cercare di allestire le condizioni affinchè le cose accadano veramente.